RAGGI CAMMA

"Leggere è niente. Il difficile è dimenticare ciò che si è letto.."

il professor russo e la virtù dei politici

Nella ristretta cerchia di persone con cui amo intrattenermi in conversazioni piacevoli e stimolanti, il professor Filippo Russo occupa senza dubbio un posto speciale. Uomo d’altri tempi in ogni suo aspetto, è un settantenne professore di liceo in pensione che conserva il portamento elegante e il gusto per una certa formalità ormai rara. Indossa sempre abito, cravatta e cappello, come se l’uscire di casa fosse ancora un piccolo rito da celebrare.

Il suo linguaggio è forbito, ricercato, talvolta con quella vanità consapevole di chi sa di essere un pezzo raro in un’epoca di semplificazioni. A tutto questo si aggiunge una naturale indole istrionica: quando parla è impossibile non immaginarlo su un palcoscenico, con la gestualità e l’enfasi di un attore consumato. Le nostre chiacchierate sono un piacere continuo. Ci lega la fede calcistica, la passione per i libri ed il teatro. I suoi autori prediletti sono Pirandello, Brecht e Miller ma di recente ha scoperto un nuovo filone di studio: le forme teatrali minori, quelle involontarie e tragicomiche di cui molti esponenti politici sono, a suo dire, interpreti d’eccezione.

Qualche settimana fa, il professor Russo mi invitò a trascorrere una serata al Circolo di Conversazione Mazzini, uno dei più antichi della provincia. Un luogo che conserva il fascino dei circoli di fine ‘800 ed inizio ‘900, con il suo arredamento in legno scuro, le poltrone di pelle vissuta, i libri e le riviste che sembrano lì da sempre. L’atmosfera è quella di un tempo che resiste, fatto di conversazioni pacate, di gesti misurati e di un certo gusto per il dibattito.

Il professor Russo è tra i soci più anziani e rispettati, un punto di riferimento per molti. Appena entrato, mi introduce alla sua cerchia: notai, avvocati, docenti e figure di spicco ormai in pensione ma ancora molto presenti nelle dinamiche del circolo. Come in ogni gruppo consolidato, ognuno ha il suo ruolo: c’è chi ascolta, chi interviene solo quando necessario e chi, invece, domina la scena. Il professor Russo appartiene a quest’ultima categoria. È il fustigatore dei costumi, il riferimento assoluto per le questioni culturali, il punto in cui la discussione inevitabilmente converge.

Ci accomodiamo nelle poltrone e iniziamo a conversare del più e del meno, tra aneddoti, battute e qualche ricordo lontano. Poi, come spesso accade, il discorso scivola sulla politica. È a quel punto che il professor Russo si anima. Il tono cambia, il gesto si fa più ampio, la voce acquista enfasi. È come se dentro di lui si attivasse un meccanismo invisibile: da osservatore diventa protagonista, e il circolo si trasforma in un piccolo teatro dove la sua oratoria prende il sopravvento. 

“Amici ! Già da qualche tempo ho concentrato le mie riflessioni sulla nostra classe politica cercando, con immane sforzo, di trovare nella stessa un barlume di etica e virtù! Vi confesso che la ricerca è stata parecchio difficoltosa. Alla fine, tuttavia, sono giunto ad una illuminante conclusione :

 Il politico medio italiano, che segga in un consiglio comunale, amministri un comune, abbia un seggio in parlamento…è un vero esempio di virtù! La famiglia ! L’amore per la famiglia prima di tutto ! Ha uno smodato amore per i familiari che solo a parlarne o a leggerne viene da commuoversi. Cosa non fa per la famiglia signori miei! Se il politico di turno è da tanto sulla scena fa un passo indietro, di lato anzi e lascia il suo posto ad un familiare. Quanto amore! Quanta virtù! E se lo stesso politico è stato per tanti anni a dirigere le l’orchestra in un partito, cosa fa ad un certo punto? Mette la mano sul cuore, caccia via la lacrima che gli solca il viso e porge la bacchetta al familiare di turno! Quanti fulgidi esempi signori miei! 

E’ egli da tanti anni un consigliere comunale? Si fa da parte e candida il figliolo o la figliola! E’esponente di spicco di una corrente? Via! Via! Si toglie dalla scena …ed ecco avanzare le meravigliose legioni dei familiari! Così rinuncia ad incarichi e prebende in favore di cognati, sorelle, fratelli, generi, cugini, di primo, secondo e terzo grado! La famiglia…Il caposaldo della nostra società! 

Se il nostro caro politico ha la fortuna di diventare un “pezzo grosso” ….non dimentica! Come potrebbe? La famiglia è sacra! E così è tutto un fluire di amore e di virtù: “Mia sorella, dove la metto?” “Ah si al ministero c’è un posto!”. “E mio cognato?” “Nel consiglio di amministrazione della ditta X ci starebbe bene!”. E’ tutto uno studio scientifico che fiacca le energie del povero politico. Tutti e ripeto tutti i familiari devono trovare sistemazione! Non accada mai che qualcuno resti a spasso! Gli elettori lo taccerebbero di immoralità ! Immaginate un cugino a spasso o un genero precario. Guarderemmo quel politico come un balordo e ci pentiremmo del nostro voto. Per fortuna i nostri politici sono esempi di virtù e non ci deludono. Mai !”

Conclusa l’orazione, il professor Russo ci scruta con l’aria di chi già conosce il seguito. Puntuale come un applauso a scena aperta, l’entusiasmo esplode: complimenti, cenni d’approvazione, qualche battuta ad effetto. Lui incassa con una modestia studiata, annuisce soddisfatto e, con gesto magnanimo, ordina da bere per tutti.

Qualche giorno dopo mi trovai in Comune per un certificato. Ero appena entrato quando, con perfetto tempismo, incrociai il professor Russo. “Professore carissimo, come va? Cosa la porta qui?” chiesi, con la sincera curiosità di chi sa già che la risposta non sarà banale. Il professor Russo, raggiante, mi restituì il saluto con affetto poi assunse una posa solenne, quasi ieratica. “Caro amico mio, è con somma gioia ed orgoglio che le comunico che l’assessore alla cultura mi ha nominato consulente per tutte le attività culturali della nostra città!” Mi complimentai con convinzione e aggiunsi, con naturalezza: “L’assessore alla cultura… suo nipote?”  “Sì, proprio lui.”


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2 risposte a “il professor russo e la virtù dei politici”

  1. Avatar Aurora Sciandra
    Aurora Sciandra

    Quindi anche il Prof. Russo è entrato nelle grazie dei politici, o per meglio dire, ha beneficiato della carica di suo nipote?

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    1. Un racconto che mette in evidenza le tante VIRTÙ della classe politica

      locale, nazionale ed internazionale. È un racconto elegante e ben articolato che tratteggia personaggi ed ambientazioni con la maestria di un pittore d’altri tempi. Complimenti sinceri, mi è piaciuto moltissimo, aspetto il prossimo.

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