Giunto all’età di 40 anni Teodoro Masi si sentiva perfettamente a proprio agio con sé stesso. Poteva definirsi una persona morigerata e poco avvezza ai “colpi di testa” in ogni aspetto della sua vita.
Anche uno sguardo esterno avrebbe confermato il tutto: fumava ma non tanto da esagerare e non poco da definirsi un fumatore occasionale. Consumava alcolici con moderazione: né troppi né troppo pochi. Aveva avuto qualche avventura sentimentale: poche per definirsi un latin lover, sufficienti per non apparire uno sfigato.
Tutta la sua vita era una sorta di bilancia in cui i piatti erano sempre perfettamente equivalenti e paralleli. Nulla di voluto, semplice inclinazione
Anche per quanto riguardava le grandi questioni pubbliche, Teodoro Masi era un equidistante: attento alle questioni ambientali ma senza lasciarsi andare a quei catastrofismi che potevano condizionare in maniera estrema le scelte quotidiane. Credeva nei diritti di tutti indipendentemente dalle scelte intime e personali senza per questo aderire a nessuna fazione.
Votava quasi sempre, aveva saltato qualche referendum, e nella cabina elettorale evitava le frange estreme dello schieramento politico.
Un pomeriggio mentre era intento a controllare la posta elettronica sullo smartphone, strumento che utilizzava senza averne fatto una estensione del suo corpo, la sua attenzione fu colpita da un messaggio presente nella newsletter che gli segnalava gli eventi più rilevanti in città. In un negozio del centro era stato installato un particolare specchio al cui interno era presente un software che, sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale, proiettava “il tuo vero io”!
Incuriosito dalla iniziativa Teodoro Masi decise di approfondire.
Il sabato successivo, nel tardo pomeriggio, Teodoro giunse al negozio in centro che ospitava lo specchio. Si trovò al centro di una fila lunghissima. Alcune hostess presidiavano la fila con in mano un tablet sul quale spiccava un qr code: inquadrandolo con lo smartphone si veniva indirizzati ad un questionario che indagava gli aspetti personali di chi lo compilava : gusti sessuali, abitudini, hobby, preferenze culinarie e così via. Veniva spiegato che grazie alla elaborazione delle risposte lo specchio riusciva a proiettare la vera immagine del compilatore.
Durante l’attesa Teodoro Masi vedeva crescere l’entusiasmo degli altri partecipanti. Cori di stupore riempivano lo spazio nel quale era collocato lo specchio, decine di “wow” facevano da colonna sonora alla proiezione delle immagini dei partecipanti. Gli stessi erano rimasti formando un vero e proprio pubblico.
Teodoro aveva notato che lo specchio rifletteva l’immagine con colori molto accentuati. Gli venne spiegato che ciò serviva a caratterizzare la personalità di chi era in quel momento davanti lo specchio. Chi appariva circondato da un’aurea rossa era certamente una persona passionale con una personalità decisa, chi invece appariva con una luce bianca era una persona innocente e fiduciosa nel prossimo. Oltre ai colori lo specchio, grazie ad una voca suadente che usciva da alcuni altoparlanti, dava una descrizione della persona con alcune brevi frasi: “tu sei una persona che produce negli altri l’effetto wow!” oppure “i tuoi successi sono l’invidia degli altri”.
Arrivato il suo turno, Teodoro Masi si mise in piedi di fronte lo specchio. “Attenda qualche secondo in modo tale che lo specchio elabori le sue risposte al questionario ed acquisisca la sua immagine” gli spiegò una delle addette dell’evento. “Ci siamo!” aggiunse dopo una decina di secondi. “Al tre lo specchio rifletterà l’immagine del suo vero io!”. 3,2,1 e…lo specchio, come un vero specchio rifletté l’immagine del Teodoro Masi che tutti potevano vedere.
Nessun colore e nessuna descrizione uscirono dallo specchio.
Ci fu un attimo di silenzio e da un lato della sala sopraggiunse un uomo che per tutto il tempo era stato seduto dietro lo schermo di un PC. Si avvicinò a Teodoro Masi e con sguardo sconcertato sussurrò:” Sono il responsabile tecnico dello specchio, sicuramente deve esserci stato qualche inconveniente tecnico. Ora riproveremo l’elaborazione dei dati e l’acquisizione della sua immagine se per lei va bene”.
“Ma sì certamente, non c’è alcun problema” rispose un po’ in imbarazzo Teodoro Masi.
Nel frattempo, il pubblico rumoreggiava un po’, incerto anche esso. Qualcuno faceva foto postando il tutto, altri si erano messi a fare dirette sulle piattaforme social. I più esaltati si erano già impegnati in dibattiti improvvisati difendendo ognuno una posizione sull’accaduto.
“Bene, ci siamo signor Masi!” urlò il responsabile tecnico. “Abbiamo rielaborato i dati, lo specchio ha acquisito la sua immagine. Questa volta siamo sicuri che andrà tutto bene.”
Teodoro, sempre in piedi davanti lo specchio annuì con fiducia. Alle sue spalle il pubblico con gli smartphone pronti ad immortalare il momento era in trepidante attesa. Il responsabile tecnico, sicuro dell’esito positivo del secondo tentativo decise di coinvolgere il pubblico per far dimenticare l’inconveniente. Si alzò in piedi e rivolto ai presenti urlò con un entusiasmo da animatore da villaggio turistico:” Dai! Facciamo insieme il countdown per il signor Masi!” Così tutta la sala scandì…”3, 2, 1”…ed anche questa volta nulla.
Nessun colore e nessuna frase che descrivesse Teodoro Masi.
Il silenzio riempì di nuovo la sala, seguito qualche istante dopo da sussurri ed esclamazioni. Teodoro Masi, sempre in piedi davanti lo specchio, sembrava inghiottito dalla situazione. Non proferiva parola e la sua espressione era un misto di imbarazzo e preoccupazione.
“Mi dispiace ma non so cosa dire” rispose Teodoro Masi sempre più imbarazzato. Alle sue spalle il pubblico era ormai scatenato: gli smartphone erano all’opera come spade in una battaglia. I post fioccavano, le dirette erano centinaia, erano stati creati sul momento degli hashtag diventati subito virali. Decine di persone che avevano seguito la vicenda sui social si erano precipitate nel negozio.
Il responsabile tecnico continuava ad esaminare lo specchio senza trovare una spiegazione. Improvvisamente, come colto da una illuminazione, si rivolse a Teodoro:” Sig. Masi vorrei esaminare con lei il questionario a cui ha risposto!”. Preso lo stampato del questionario iniziarono a leggere ed il viso del responsabile tecnico divenne una maschera di incredulità:” Ma…ma Sig. Masi! E’ sicuro delle risposte che ha dato?” “Si certamente” rispose Teodoro incuriosito dalla domanda. “Erano domande semplici…”
Alle spalle dei due la folla si era raddoppiata: passanti, curiosi ed influencer di diversi campi si erano aggiunti. Gli hashtag relativi all’avvenimento avevano sorpassato velocemente quelli legati alla cronaca: #mirrordown, #iltuoverotefake,#specchiodellemiebrame , #nulladinuovoallospecchio spopolavano sui vari social.
“Quindi lei non fotografa e non posta assiduamente quello che mangia quando va al ristorante?” chiedeva l’incredulo responsabile tecnico a Teodoro Masi. “Beh qualche volta, quando mi servono un piatto particolare…..”rispose Tedoro.
Dal pubblico si levarono voci incredule. “Qualche voltaaaaaa?? Ma come è possibile??” urlava qualcuno. “Aaaaaaaa quoque tuuuuu. Anche tu cedi alle brutture ed allo squallore dei social! Testa vuota!” ululava qualcun altro.
“Quindi poche volte ha utilizzato gli hashtag #foodporn e #seèpornotolgo ?” chiese il responsabile tecnico ponendo una certa gravità su “poche volta”. “Beh si..…” rispose Teodoro Masi.
Il pubblico pareva un vespaio al cospetto del fuoco “Bigotto noioso” urlava qualcuno “Vergogna” Mischiare il porno con il cibo!” urlava qualcun altro.
“Lei non è mai stato ad un gay pride!” lesse il responsabile tecnico.
“Fascista patriarcale !” si udì dal pubblico “Però è favorevole alle unioni civili” aggiunse il responsabile tecnico “Frocio schifoso!” urlò un tizio all’orecchio di uno stordito Tedoro Masi.
I minuti successivi passarono allo stesso modo. “Lei mangia sushi ma solo saltuariamente…”
“Antico cavernicolo! Vai a mangiare pane e salame!”, “Mangi sushi solo perché lo vedi sui social! Vergogna! Sei senza personalità!”. “
Improvvisamente, mentre il pubblico era sempre più rumoroso e le dispute verbali sempre più accese, lo specchio emise un suono. Tutti si fermarono e voltarono lo sguardo la direzione dalla quale proveniva il suono.
Sulla sua superfice, improvvisamente apparve scritta una breve frase:” Teodoro Masi, uomo medio. Moderato.”.
Il silenzio carico di stupore che seguì fu rotto solo dai primi spettatori che cominciarono a digitare la novità sulle tastiere dei propri smartphone. “Uomo medio”, “Moderato” echeggiavano sulla folla come termini antichi, misteriosi. Altri guardavano lo sventurato Masi come un eretico, un sabotatore dell’ordine costituito.
Le facce incredule e sconcertate dei presenti facevano da scenografia ad un ambiente che cominciava a presentare dei vuoti: tanti cominciavano ad andar via e gli influencer presenti stavano ultimando il loro video da postare sui social.
Il responsabile tecnico aveva abbandonato Teodoro Masi e aveva ripreso posto dietro allo schermo del pc. Le fazioni si erano sciolte e la tregua era stata sancita, tutti accomunati dalla stessa espressione sbalordita. Tedoro Masi che sino a quel momento era rimasto in silenzio, frastornato dagli eventi, salì in tram e tornò a casa.
Arrivato al pianerottolo di casa incrociò il figlio adolescente dei vicini. Il ragazzo lo guardò e borbottò :”L’ ho vista sui social…ora che farà?”. Teodoro Masi stette un attimo in silenzio, guardò il ragazzo e rispose :”Inizierò a sputare fatti o…a sputare al prossimo”.

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